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July 01 Finis Irae
E tutto passa, così. E qui finisce la rocambolesca avventura della piccola Lenore, odiando/amando quella scuola di merda (definizione ormai ufficiale) che l'ha portata fino qui. Ad ottenere praticamente... nulla. Nulla di ciò che avrei voluto. Non mi riesce ancora di sentire lo strappo, in effetti. Perché l'unico strappo che sento e ho sempre sentito è quello presente tra le persone. Strappi che sono come i diversi livelli delle caste indiane. Enormi, insormontabili, senza senso. E quel che è peggio, dovuti a stupide chiusure mentali. Mi dispiace abbastanza per alcune cose, per altre un po' meno, ma in maniera generalizzata, posso dire che... non me ne frega letteralmente un cavolo. Del cancro che ha perseguitato la nostra classe, ancora meno. Solo... solo mi mancano quei risvegli sempre col piede sbagliato, le mie bestemmie a ogni cambio dell'ora, persino le continue prove a cui ero sottoposta. E l'affetto dimostratomi, talvolta. Ma dall'altra parte penso poi a tuttò ciò che mi ha fatto soffrire... Le urla e le parole dolorose... La prima volta in punta di piedi... Tante cose... troppe... Ah, troppo casino. Non ne posso più di cercare di tradurre in linguaggio intelligibile quello che il mio cervello partorisce sotto forma di pazzia ossessiva! Quindi miei cari - il controllo di Lenore sul proprio agire letterario finisce qui. E questo è il mio omaggio x voi. Il Verme Conquistatore e la Fine dell'Ira Oh! Sì, si, è arrivato il giorno del gran gala! Ed eccoli qua i bravi angeli mortali, tutti in fila, felici e ignoranti, avvolti in drappi di seta finissima e affogando in lacrime nere, eccoli sedersi nel mio teatro a vedere la mia futile rappresentazione di speranze e paure. L'orchestra strimpellava furiosa la storia di una vita, e Mimi e Attori, nella forma del Dio sceso sulla terra, mormorano piano parole lontane, che riecheggiano talvolta volando nelle vostre povere orecchie. Ma non canteremo un Kyrie Eleyson! Troppa ignoranza per quello, limitatevi miei cari, mormorate piano e seguite, mere marionette che si lascian trascinare. E vi chiederete, cosa sono quelle indistinte ombre senza forma che volan su di voi? Invisibili nemici, come le vostre stupide parole d'odio! Oh, siate pur sicuri che non verrà dimenticato... Inseguendo un povero fantasma inerme e senza colpe, per una sciocca persistenza di ricordi, la vostra folla ormai resa cieca e incapace di misurare i propri gesti, rincorrersi in un infinito cerchio fino al punto di non-ritorno. Pazzia, Peccato e Orrore sono ormai parte integrante della trama. Ma - guarda! - tra le forme di attori morti di fame, una strana forma strisciante prende vita! Rossa di sangue si contorce, uscendo da povere impalcature divine! Si muove! Si muove, disgustosa, e i mimi e gli attori sono ormai suo nutrimento... E voi angeli ignoranti già a singhiozzare su putride zanne verminose laide d'umane interiora. Fuori, fuori - Spegnete le luci - Spegnetele tutte, è la FINE DELL'IRA QUESTA!!! Finisce proprio qui! E su ogni povera forma martoriata, cala veloce il sipario, ormai sudario, con la velocità d'una tempesta. Fuori, fuori tutti! E' il giorno della fine dell'Ira, tutti fuori, mentre gli angeli ignoranti, impalliditi e terrificati, si alzano e gettano via i loro veli, mostrando la umana natura... E alla fine sarà questa insieme vostra verità e condanna, senza conoscere il futuro cosa vi riserverà, affermate vanamente che questa era la vera tragedia, non quella che io per voi rappresentai, e il suo eroe, il Verme Conquistatore. ...Miei piccoli amici mortali, ma l'avete capito o no? Se non ci riuscite dovete chiedermi, chiaro? Perché come per gli angeli ignoranti il teatro era la futile rappresentazione della vita, per me povera scrittirice decadente ogni parola vergata col sangue è rappresentazione d'un pensiero. (traduzione: ma dio bono l'avete capito o no, che con la metafora del Verme Conquistatore sto parlando di voi???) V'è una spiegazione a tutto, solo alla morte e al destino non ce n'è. (cosa sulla quale mi sto ancora adesso arzigogolando, e ne avrei da dire in proposito!) Auguri a tutti noi che siamo la speranza di questo angolo di mondo... Dovete cambiare, assolutamente, se così rimarrete per voi non c'è speranza!!! Auguri per tutti voi, spero che troverete la vostra Casa del Sole Nascente.
May 19 (Non) Bentornata, Lenore!Eccomi qui. Bentornata. O quasi. Non che ci fosse nessuno ad aspettarmi con ansia, eheheh...
La Rosa Selvaggia è tornata a pungere con le sue spine, e stavolta giura che vi pungerà tutti. Ma proprio tutti.
Uffa, però... Non sono mai capace di pungere il mio piccolo diavoletto infame.
Comunque... comunque... non deve essere una catena di lamenti, questa - piuttosto una felice zusammenfassung dei ricordi più belli che io ho della meravigliosa Atene, luogo che si è sposato a meraviglia con il mio spirito. Per fortuna. Temevo il peggio, io.
Mi sono innamorata di questo posto, non c'è nulla da fare! Anche lo spirito delle genti del posto... Credo sia quello a fare la differenza. D'accordo, sono milanese e orgogliosa di esserlo e ho tutti i tratti distintivi di una milanese doc...
Ma se c'è una cosa che odio, è proprio l'assurda meschinità intrinseca nella natura stessa di questi inutili neoborghesi dai quali son circondata.
Là, è questo che manca. Il tempo di imparare la loro lingua dal suono inquietante, e in breve tempo sarei una di loro. Pagherei per poter mangiare sempre il loro cibo. Vero cibo degli Dei, adatto a me. Se solo non ci fosse così tanto sole!!!
E poi Delfi, il tempio di Apollo dove una volta le donne-Oracolo entravano in trance divina e profetavano. Io sarei potuta essere una di loro, posseduta dal mio Apollo e dalla sua verga lucente. Il posto vibra, è incredibile, solo chi è dotato di una certa sensibilità lo può avvertire. L'odore del sangue delle offerte sacrificali, la presenza divina che pervade e irradia ovunque, lassù. E quando dico lassù, intendo proprio lassù.
Se non fosse che tu mi hai fatta penare come una cagna bastarda, dannazione. E sono indebitata fino al collo.
Bah, non pensiamoci più. Meglio pensare alle cose carine... Tipo le migliaia di cosette che mi son comprata a poco prezzo (perché si, sarò pure una dea, ma diamine, rimango sempre DONNA!!!)
Oppure le frasi-cult... Della serie:
! ! ISOLOTTI ! !
CheccArina ...
Ma...a te ti ci sta una colonna del Partenone in culo???
Mwah! Si, x quello mi sono divertita parecchio. E sono stata una brava bambina anche se ho finito tutti i soldini. E La Morte Innamorata campeggia nella mia camera.
Il problema ora sei solo tu. Torniamo allo schifo quotidiano, su!
Fine del temporaneo idillio.
Mmh... però sto tanto bene, e sono *quasi* in pace. (in pace del tutto non ci sarò mai...) Oltre ad aver superato la mia cieca paura di volare. Ora sì che posso librarmi nei cieli senza timore alcuno... come una vera Dea, come la Dea che sono.
Oh, Ellae... Sagapò.
E ho pure imparato a leggere il greco (solo maiuscolo
April 10 Tracce di teIo lo so che tu non guarderai mai più qualcosa di mio. E se lo farai, sarà solo di notte, per spiarmi dietro una tenda non troppo trasparente, per scoprire che non sto facendo nulla di male. Che sto solo giocando a briscola con i gufi, come mia abitudine. Non farò mai più nulla. Suona come un giuramento, invece vorrebbe essere una promessa. Non farò mai più nulla, ora che non ci sono più tracce di te. Lo vedi? No, tu no, è vero. Lo vedete, voi? Non ci sono più tracce di te in questo luogo! In questa fitta giungla immaginaria, dove il nostro amore ha trovato la morte per la favola bella che ieri m'illuse, che oggi c'illude, o principe dei miei sogni. Dei miei sogni autentici intendo, non di queste fievoli emanazioni di una matrice ormai stramazzante che presto imploderà ripiegandosi su sé stessa... Nascosto dietro uno schermo... Un mondo intero.
Un mondo dove finalmente non essere dei "nessuno", un mondo dove fare la corte alla ragazza più bella che poi tanto più bella non è di molte altre. Nè di te stessa.
Trattieni il respiro! Trattieni la carne! TRATTIENI TE STESSA. Fa male, ma tanto dura poco! SCATTA SCATTA SCATTA! cliclicliclic... E' fatta. Nata una diva. Nata una cometa che presto s'infrangerà... contro i sogni miei, contro i sogni tuoi.
Io ci stavo per credere a questa illusione, come ci ha creduto la sirena che ti nuotava vicino, ma lei è annegata. Fortuna o sfortuna?
Mah...
Io no.
Io vorrei solo che tornassero quello che io chiamo tracce di te. Ma non tornano... Perché tu non lo vuoi, ecco perché! Perché quella che tu credevi essere la tua fata d'argento, ti si è rivoltata tra le mani, ha soffiato alzando gli aculei e ha rivelato la sua natura di succube mostruosa. O quasi, non proprio del tutto per fortuna, perché dall'inferno quasi mi son tirata fuori (anche se, lo ammetto, a volte sento ancora fredde mani nodose fatte di dati afferrarmi le caviglie e tenerle strette...ma non cedo più).
Non cedo più a lusinghe virtuali. Non cedo più a nulla. Mi arrabbio soltanto con me stessa, perché in questo ultimo angolo della mia anima, finestra sul mondo per guardarmi dentro e non fuori, non ci devono essere miei simulacri, è chiaro?; ma almeno tracce di te, quelle le vorrei. Come, come essere fedeli alle labbra di un angelo? Lo so io, come!
Non ci sono più tracce di te, la cosa mi fa impazzire! Perché è come se mancasse un pezzo della mia vita in quella che è l'espressione ultima della mia anima priva di IDOLI SCONSACRATI!
Ma tu continui a essere all'infuori da tutto questo, dall'inferno che qui dentro regna. Forse è meglio così. E allora parlerò di te instancabilmente, senza mai fermarmi. Per illudermi, ancora e ancora, che un giorno balleremo sotto la luna di nuovo, come in quei giorni d'argento che passavano in pochi minuti su lievi piedini di fata.
Ogni giorno apro una porta fatta di nulla con una chiave-parola, arranco navigando fino alla mia isola. Ma non ci sono più tracce di te, e vedo solo un corpo vuoto cadere dalla cima... March 24 OggiOggi è un giorno speciale. Ricordi?
Cinque mesi fa t'incontrai. Cinque mesi fa tu mi piansi tra le braccia. Cinque mesi fa, tu mi strappasti un bacio, e con esso l'anima. Oggi, io e te dovremmo amarci da cinque mesi.
E dovremmo farci gli auguri.
Dico dovremmo... perché anche se posso ancora udire la tua voce, vedere il tuo viso, talvolta sfiorare la tua pelle... anche se ormai non me lo lasci più fare... Dovremmo, amor mio, dovremmo; quando odio il tempo e il modo condizionale presente! E usiamo pure il passato, diciamo pure cosa "avrei dovuto" - Essere sincera? Non lo sono stata abbastanza. Mi dispiace. E' stato questo il mio errore.
Ma ho voluto correggerlo comunque, nonostante tu non ci creda, è così... Cosa devo fare, darti il mio sangue? Lo farei. Uccidermi? Lo stavo per fare l'altro giorno, poi le persone che vivono con me sono entrate in casa e... non se n'è fatto più nulla. Peccato.
...Amarti? Già lo faccio, e alla follia
...Piangere? Ho già dato via tutte le mie lacrime che sono diventate neve petrificata, in mezzo a dove crescono rose selvagge, dove si è schiantata la mia anima dopo un volo di cinque metri. Mesi?
Il tempo non ha più alcun senso. Il mio amore, sì, però, anche se dici che è tutto falso e fugace. Ma non è così...
Oggi non è così... E non lo sarà domani... E dopodomani, neppure...
Non è lunedì santo, oggi. E' solo un incubo. |
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